TRIVELLINI, BANDIERA DEL BRESCIA
Primo post del nuovo L'altrocalcioabrescia é un omaggio a un grande personaggio del calcio bresciano e bandiera del Brescia,Giuseppe Trivellini.
Portiere per 19 stagioni della squadra cittadina e con qualche presenza nella nazionale italiana (7 presenze).
Nacque da una famiglia originaria di Gottolengo (Bassa Bresciana);questa si trasferì, agli inizi del secolo, nella Quadra di Sant'Alessandro in città a Brescia.
Era fratello minore di Luigi, suo compagno di squadra nelle Rondinelle, che giocava invece da mediano.
Fu lui ad inventare (rompendosi una spalla) il gesto atletico più spettacolare per un numero 1,la parata a terra in tuffo.
All'inizio della prima guerra mondiale, entrambi si arruolarono nella sezione dell'Arma di artiglieria composta dagli Alpini: tuttavia, mentre Giuseppe sopravvisse e ritornò in patria alla fine del conflitto, Luigi morì nel 1917, in una trincea sul Monte Grappa.
Si racconta che, durante i suoi primi anni a Brescia, non potendo permettersi di versare la quota sociale alla squadra per le sue condizioni di povertà (infatti, negli anni pionieristici, in cui quasi tutte le associazioni calcistiche erano ancora di natura dilettantistica, i giocatori si autotassavano per mantenere la loro appartenenza al club di riferimento), Trivellini fosse incaricato di tracciare col gesso le linee di demarcazione del campo di gioco per poter sopperire.
Inoltre, mentre giocava fra i pali delle Rondinelle, nel contempo manteneva anche il suo lavoro di commesso in una merceria.
È morto nel 1977 a Brescia, in cui ha abitato per tutta la vita: in seguito, la città gli ha intitolato una via.
Appena sedicenne, fece il suo esordio nella prima partita ufficiale della storia del Brescia, che il 12 maggio 1912, a Milano, disputò una gara contro il Savoia Milano, valida per la finale d'andata del girone lombardo del campionato di Terza Categoria: le Rondinelle vinsero per 3-2.
Il giovanissimo portiere giocò anche la finale di ritorno, a Brescia, in cui le due squadre pareggiarono 1-1: un risultato che, per somma di reti, attribuì ai biancazzurri il titolo di campioni regionali e l'accesso al campionato successivo di Promozione.
La stagione successiva,il Brescia giocò in Prima Categoria,poi arrivo la guerra e si chiusero le attività sportive.
esordì in nazionale a soli 19 anni, durante un'amichevole disputatasi il 31 gennaio 1915 a Torino, contro la Svizzera. Una partita che terminò per 3-1 a favore degli azzurri, allenati da Nino Resegotti, ma che rappresentò anche l'ultimo incontro ufficiale dell'Italia prima della sospensione causata dalla grande guerra.
Finisce la sua carriera con la fascia da capitano in serie A; l'ultima partita giocata é alla quindicesima giornata,contro il Modena,vinta allo Stadium di viale Piave per 3-2.
Esordì in nazionale a soli 19 anni, durante un'amichevole disputatasi il 31 gennaio 1915 a Torino, contro la Svizzera.
Una partita che terminò per 3-1 a favore degli azzurri, allenati da Nino Resegotti, ma che rappresentò anche l'ultimo incontro ufficiale dell'Italia prima della sospensione causata dalla grande guerra
All'inizio degli anni Venti, Trivellini tornò nel giro della Nazionale, diventandone per un breve periodo il portiere titolare: tuttavia, nel maggio del 1923, in seguito ad una pesante sconfitta per 5-1 subita contro la Cecoslovacchia, gli vennero preferiti i colleghi De Prà e Combi.
Una volta in Austria persino gli avversari lo portarono in trionfo.
Maurizio Copelli



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